Il raffreddore nel neonato può creare più difficoltà rispetto a un bambino più grande, soprattutto perché nei primi mesi il bambino respira prevalentemente attraverso il naso e non è ancora in grado di soffiarselo autonomamente. La congestione può quindi rendere più difficili la poppata e il sonno.
I lavaggi nasali con soluzione fisiologica aiutano a rimuovere muco e secrezioni e a mantenere libere le narici. Nei neonati e nei lattanti, però, è importante eseguirli correttamente e sapere quali segnali richiedono il parere del pediatra.
Come riconoscere il primo raffreddore del neonato
Naso chiuso o che cola, starnuti e maggiore presenza di secrezioni sono manifestazioni comuni delle infezioni respiratorie. Nei bambini molto piccoli, tuttavia, anche una semplice congestione nasale può interferire con l’alimentazione perché rende più difficile respirare mentre succhiano.
Per questo, soprattutto nei neonati, è importante osservare non soltanto il naso, ma anche come respira, quanto mangia e il suo stato generale. Il raffreddore è nella maggior parte dei casi un’infezione virale e tende a risolversi spontaneamente, ma nei primi mesi di vita è consigliabile mantenere un contatto con il pediatra in caso di dubbi o di comparsa di altri sintomi.
Lavaggi nasali al neonato: quando farli
Il momento più utile per effettuare il lavaggio dipende soprattutto dalle necessità del bambino. Può essere particolarmente indicato prima della poppata, così da liberare il naso e facilitare la respirazione durante l’alimentazione, e prima di dormire.
Può essere utile anche prima dell’aerosol, quando quest’ultimo è stato indicato dal medico. Non esiste invece la necessità di effettuare lavaggi a intervalli rigidi se il naso è libero: l’obiettivo è rimuovere le secrezioni quando la congestione lo rende necessario.
Come fare correttamente il lavaggio nasale
Per un neonato si può utilizzare una siringa senza ago da 2,5 o 5 ml oppure un flaconcino monouso di soluzione fisiologica. La più indicata è in genere la soluzione di sodio cloruro allo 0,9%, salvo diversa indicazione del pediatra.
La procedura può essere eseguita così:
- Posiziona il neonato a pancia in su, con la testa delicatamente girata di lato.
- Riempi la siringa con la soluzione fisiologica.
- Inserisci delicatamente il beccuccio nella narice che si trova più in alto.
- Introduci la soluzione con un movimento continuo e deciso, senza esercitare una pressione eccessiva.
- Lascia che la soluzione e le secrezioni fuoriescano dall’altra narice.
- Pulisci delicatamente il naso e, quando il bambino è tranquillo, ripeti dall’altro lato.
La posizione della testa è importante: nei neonati va mantenuta girata lateralmente, evitando di eseguire il lavaggio con la testa completamente all’indietro. La soluzione può essere utilizzata a temperatura ambiente; se è particolarmente fredda, può essere leggermente intiepidita.
Aspiratore nasale: serve davvero?
L’aspirazione del muco non dovrebbe essere considerata un passaggio obbligatorio dopo ogni lavaggio. Infatti l’aspirazione può traumatizzare le mucose e non garantisce la stessa efficacia di un lavaggio nasale eseguito correttamente.
Il lavaggio ha infatti lo scopo di fluidificare e rimuovere le secrezioni, permettendo al muco di fuoriuscire dalle narici. Se il naso rimane molto ostruito nonostante i lavaggi, è preferibile chiedere al pediatra come procedere piuttosto che aumentare autonomamente l’intensità dell’aspirazione.
Cosa non fare quando il neonato è raffreddato
Un neonato con il naso chiuso può preoccupare molto i genitori, ma alcune soluzioni fai da te non sono appropriate. In particolare, non bisogna somministrare farmaci contro il raffreddore senza indicazione medica né utilizzare antibiotici per un’infezione virale.
È inoltre importante non forzare il lavaggio se il bambino si agita molto: è possibile tranquillizzarlo e riprovare con calma, mantenendo sempre una tecnica delicata e corretta. Per qualsiasi prodotto o soluzione diversa dalla fisiologica, è opportuno seguire le indicazioni del pediatra. E’ importante anche sapere come misurare la febbre al neonato nella maniera corretta.
Quando chiamare il pediatra
Nel neonato la soglia di attenzione deve essere più alta rispetto al bambino più grande. È opportuno contattare il pediatra se compaiono febbre, tosse importante, difficoltà respiratoria, difficoltà ad alimentarsi o un peggioramento delle condizioni generali.
Bisogna prestare attenzione anche a segnali come respirazione molto rapida o faticosa, rientramenti del torace, colorito bluastro o pallore marcato, difficoltà a svegliare il bambino o una evidente riduzione della capacità di alimentarsi. Questi sono segnali che richiedono una valutazione medica tempestiva.
Nei bambini di età inferiore ai due mesi o nati prematuramente è particolarmente importante non sottovalutare i sintomi respiratori e seguire rapidamente le indicazioni del pediatra.
Come aiutare il neonato durante il raffreddore
Oltre ai lavaggi, è importante continuare a offrire regolarmente latte materno o formula secondo le normali modalità e osservare che il bambino riesca ad alimentarsi adeguatamente. Liberare il naso prima delle poppate può facilitare la respirazione durante la suzione.
Anche l’igiene delle mani di chi accudisce il bambino è fondamentale per limitare la diffusione dei virus respiratori. Lavarsi accuratamente le mani prima di prendere in braccio il neonato, soprattutto dopo essersi soffiati il naso o aver avuto contatti con persone raffreddate, è una delle principali misure preventive.
Il punto centrale è quindi osservare il bambino nel suo insieme: un naso chiuso può essere gestito con lavaggi nasali eseguiti correttamente, ma difficoltà respiratoria, febbre, problemi nell’alimentazione o un peggioramento dello stato generale richiedono il coinvolgimento del pediatra.