La caduta dei capelli è un fenomeno fisiologico che interessa tutti, uomini e donne, a ogni età. Ogni giorno il cuoio capelluto perde tra i 50 e i 100 capelli, un numero considerato assolutamente normale. Tuttavia, ci sono periodi dell’anno in cui questo numero sembra aumentare in modo significativo, generando preoccupazione e dubbi. Tra i momenti più noti per un’intensificazione della caduta c’è proprio la stagione estiva, ma anche l’autunno viene spesso associato a un aumento della perdita di capelli. Questo accade per una combinazione di fattori ormonali, ambientali e comportamentali che influiscono sul ciclo vitale del capello. Capire il motivo per cui ciò accade può aiutare a prevenire inutili allarmismi e a intervenire, quando necessario, con strategie efficaci.
Perché in estate cadono i capelli?
La caduta dei capelli in estate può sembrare paradossale, soprattutto perché si associa questa stagione a un periodo di benessere generale, vacanze, relax e vita all’aria aperta. Tuttavia, proprio questi elementi contribuiscono a creare le condizioni ideali per un aumento della caduta.
In estate, l’esposizione prolungata al sole può indebolire il fusto del capello e agire negativamente sul cuoio capelluto, rendendolo più secco e disidratato. Inoltre, il sudore, la salsedine, il cloro delle piscine e l’uso più frequente di shampoo o prodotti detergenti possono alterare l’equilibrio della cute, danneggiando la barriera protettiva naturale e stimolando una caduta maggiore.
Ma la spiegazione non è solo esterna. Anche i ritmi biologici dell’organismo seguono una sorta di stagionalità. Alcuni studi hanno mostrato come nei mesi estivi, e ancor più in quelli autunnali, ci sia un rallentamento nella fase di crescita del capello (anagen) e un passaggio più marcato alla fase di caduta (telogen). Questo fenomeno, noto come “effluvio stagionale“, è del tutto naturale e temporaneo.

Come contrastare la caduta dei capelli in estate?
Anche se la caduta estiva dei capelli è un processo fisiologico, esistono diverse abitudini che possono contribuire a contenerla e a mantenere capelli forti e sani. Il primo passo è proteggere il cuoio capelluto dal sole, proprio come si fa con la pelle. L’uso di cappelli, foulard o prodotti specifici con filtri UV può aiutare a prevenire i danni causati dai raggi solari. L’alimentazione ha un ruolo chiave: durante l’estate, complice il caldo, si tende a mangiare meno o a privilegiare cibi freschi e leggeri.
Tuttavia, è importante assicurarsi un apporto sufficiente di vitamine del gruppo B, ferro, zinco, proteine e omega 3, tutti nutrienti fondamentali per la salute del capello. Frutta secca, legumi, pesce azzurro, uova e verdure a foglia verde dovrebbero essere presenti nella dieta quotidiana. Anche la cura quotidiana dei capelli merita attenzione. Dopo il bagno in mare o in piscina è sempre consigliabile risciacquare bene la chioma con acqua dolce per eliminare residui di sale o cloro.
Meglio evitare phon troppo caldi e pettinature eccessivamente strette, che possono stressare il capello già indebolito. L’uso di maschere nutrienti o lozioni rinforzanti può rappresentare un valido supporto nei periodi critici. Infine, nei casi in cui la caduta si presenti più abbondante del solito e duri per più di qualche settimana, può essere utile consultare un dermatologo o un tricologo per escludere cause più profonde o carenze nutrizionali specifiche.
In che periodo aumenta la caduta dei capelli?
La caduta dei capelli tende ad aumentare principalmente in due periodi dell’anno: alla fine dell’estate, tra agosto e ottobre, e all’inizio della primavera. Questo ciclo è influenzato da diversi fattori, tra cui il fotoperiodo, cioè la durata delle ore di luce durante il giorno. Più ore di luce possono influenzare i livelli ormonali, come la melatonina e la prolattina, che a loro volta hanno un impatto sul ciclo follicolare.
Il passaggio tra estate e autunno è notoriamente uno dei momenti in cui si registra un aumento fisiologico della caduta. Dopo mesi di esposizione a sole, vento e stress termici, il cuoio capelluto può presentare segni di affaticamento. Inoltre, molte persone in estate cambiano abitudini, ritmi di sonno e alimentazione, fattori che influiscono anche sulla salute dei capelli.
Non si tratta di un’anomalia, ma di una reazione del tutto naturale: i follicoli piliferi entrano più frequentemente nella fase telogen per poi tornare attivi dopo alcune settimane. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, la situazione si stabilizza spontaneamente entro uno o due mesi.

Cause della caduta dei capelli
Oltre alla stagionalità, esistono molte altre cause che possono favorire la caduta dei capelli e riconoscerle è essenziale per comprendere quando preoccuparsi e quando invece lasciar fare alla natura. Lo stress, ad esempio, è uno dei principali fattori scatenanti: eventi traumatici, cambiamenti importanti o situazioni di pressione psicologica possono provocare un’alterazione temporanea del ciclo di crescita dei capelli.
Anche squilibri ormonali, come quelli legati alla tiroide, alla gravidanza, al post-parto o alla menopausa, possono influenzare la salute del cuoio capelluto. In alcuni casi, la caduta è legata a carenze nutrizionali, in particolare di ferro, proteine o vitamine. Per questo, nei casi di perdita abbondante e prolungata è utile fare esami del sangue per identificare eventuali deficit.
L’uso di alcuni farmaci, come antidepressivi, anticoagulanti o trattamenti chemioterapici, può determinare una caduta temporanea o cronica. Infine, condizioni patologiche come l’alopecia androgenetica o l’alopecia areata richiedono un trattamento mirato e un approccio specialistico.
Anche le abitudini sbagliate nella cura quotidiana contribuiscono: trattamenti troppo aggressivi, uso eccessivo di piastre o tinte, lavaggi troppo frequenti o troppo rari, pettinature molto tirate. Tutti questi fattori stressano il fusto del capello e, nel tempo, ne accelerano la caduta. La caduta dei capelli in estate è un fenomeno comune e per lo più fisiologico, legato a fattori ambientali, biologici e comportamentali. Sebbene possa destare preoccupazione, nella maggior parte dei casi si tratta di un processo temporaneo che non compromette la salute del cuoio capelluto a lungo termine.
Tuttavia, uno stile di vita equilibrato, una corretta alimentazione e una buona cura dei capelli possono fare la differenza nel limitare il fenomeno. Osservare eventuali cambiamenti improvvisi, eccessivi o prolungati nella caduta è importante per capire se si tratta davvero di una fase passeggera oppure se è il caso di consultare uno specialista. Il benessere dei capelli, come quello del corpo in generale, è il risultato di un equilibrio complesso. Ascoltarlo e prendersene cura con attenzione è il primo passo per mantenerli forti e sani, in ogni stagione dell’anno.
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