A settembre la ripresa dei ritmi di lavoro, le giornate che si accorciano e il sonno che cambia possono coincidere con una sensazione di stanchezza. Questo, però, non significa automaticamente avere una carenza di vitamine o minerali.
Gli integratori alimentari servono a completare la dieta quando l’apporto di determinati nutrienti è insufficiente o il fabbisogno aumenta. Non sono necessari per tutti e non sostituiscono un’alimentazione varia ed equilibrata.
Prima di scegliere un prodotto, quindi, è utile capire quali sostanze possono essere realmente necessarie e in quali situazioni.
Vitamina D: quando può essere utile
La vitamina D contribuisce al normale metabolismo del calcio e al mantenimento della salute delle ossa. L’organismo la produce anche attraverso l’esposizione solare, mentre gli alimenti ne contengono quantità relativamente limitate.
A settembre, dopo l’estate, non è detto che sia necessario assumere un integratore. La necessità dipende soprattutto dai livelli di vitamina D, dall’esposizione al sole, dall’alimentazione e da eventuali condizioni individuali.
L’integrazione può essere presa in considerazione, su indicazione del medico, in caso di carenza accertata o di situazioni che aumentano il rischio, come alcune condizioni di malassorbimento o una scarsa esposizione solare.
Da ricordare: la vitamina D non va assunta ad alte dosi senza controllo. Un eccesso può provocare effetti dannosi, tra cui alterazioni del metabolismo del calcio.
Vitamine del gruppo B per energia e metabolismo
Le vitamine del gruppo B partecipano a numerose funzioni dell’organismo, tra cui il metabolismo energetico e il funzionamento del sistema nervoso. La vitamina B12, in particolare, è coinvolta nella formazione dei globuli rossi e nel mantenimento delle funzioni neurologiche.
Un integratore di vitamine B può essere utile quando esiste un apporto insufficiente. Non è invece una soluzione automatica per la stanchezza di settembre.
Le situazioni in cui prestare attenzione includono:
- Alimentazione vegana, per la possibile necessità di integrare la vitamina B12.
- Diete molto restrittive o poco varie.
- Problemi di assorbimento intestinale.
- Alcune terapie farmacologiche che possono interferire con l’assorbimento dei nutrienti.
In caso di stanchezza persistente, il medico può valutare se siano necessari esami del sangue e un’integrazione mirata.
Ferro: non prenderlo senza verificare la carenza
Il ferro è essenziale per la produzione dell’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nel sangue. Una sua carenza può contribuire ad anemia, debolezza e affaticamento.
È un minerale particolarmente importante per le donne che hanno perdite mestruali abbondanti, per chi segue una dieta con poco ferro e per alcune persone con problemi di assorbimento.
Tuttavia, il ferro non dovrebbe essere assunto preventivamente senza una valutazione medica. Stanchezza, pallore e fiato corto possono avere diverse cause e non dimostrano da soli una carenza.
Se il medico sospetta un deficit, può richiedere esami come emocromo e ferritina, scegliendo poi il trattamento più adatto.
Magnesio: utile soltanto in determinate situazioni
Il magnesio partecipa al normale funzionamento dei muscoli e del sistema nervoso. È presente in alimenti come frutta secca, legumi, cereali integrali e verdure.
Il suo impiego come integratore può essere preso in considerazione quando l’apporto alimentare è insufficiente o esistono specifiche necessità. Non ci sono però motivi per ritenere che tutte le persone abbiano bisogno di magnesio a ogni cambio di stagione.
Prima di assumerlo è importante considerare anche la quantità già introdotta con altri integratori e gli eventuali farmaci utilizzati.
Multivitaminici: quando valutarli

Un multivitaminico può essere utile in alcune situazioni, per esempio quando l’alimentazione è particolarmente limitata, durante specifiche fasi della vita o quando un professionista sanitario individua un fabbisogno aumentato.
Non è però necessario acquistare un prodotto che contenga molte vitamine e minerali soltanto per affrontare settembre. L’ISS sottolinea che gli integratori non devono sostituire una dieta varia e che l’assunzione di più prodotti richiede attenzione per evitare dosaggi eccessivi o interazioni.
Come prevenire le carenze con l’alimentazione
Prima di ricorrere agli integratori, conviene rendere più regolari i pasti e variare le fonti di nutrienti. A settembre possono essere utili alimenti semplici e facilmente inseribili nella routine quotidiana:
- Verdure di stagione, frutta fresca e legumi.
- Pesce, uova e altre fonti di proteine.
- Cereali integrali e frutta secca.
- Latte, yogurt o alternative adeguatamente fortificate, secondo le proprie esigenze.
- Acqua in quantità adeguata, soprattutto se si riprende l’attività fisica.
Una dieta equilibrata fornisce nella maggior parte dei casi i nutrienti necessari.
Quando rivolgersi al medico
Se la stanchezza dura diverse settimane, è intensa o si accompagna a pallore, vertigini, perdita di peso, fiato corto o altri disturbi, è opportuno parlarne con il medico.
Anche gravidanza, allattamento, malattie croniche e assunzione di farmaci richiedono una valutazione specifica prima di scegliere un integratore.
La regola per settembre è semplice: non integrare a caso, ma individuare eventuali carenze e correggerle con il supporto di un professionista. L’integratore giusto è quello che risponde a una necessità reale, non quello che promette genericamente più energia.
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