Aspettare che arrivino i primi casi di influenza per pensare al vaccino significa rischiare di arrivare tardi rispetto alla stagione di maggiore circolazione dei virus. Per il 2026-2027 il Ministero della Salute ha confermato l’importanza della vaccinazione come principale strumento di prevenzione dell’influenza e delle sue complicanze, con particolare attenzione alle persone più esposte al rischio di malattia grave.
Quando fare il vaccino antinfluenzale 2026-2027
Il periodo ideale per la vaccinazione è l’autunno, prima dell’aumento della circolazione dei virus influenzali. Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute raccomanda alle Regioni di avviare le campagne vaccinali a partire dall’inizio di ottobre.
Non esiste però una data oltre la quale vaccinarsi non abbia più senso. Le indicazioni ufficiali prevedono infatti che la vaccinazione venga offerta durante tutta la stagione influenzale, anche alle persone che si presentano più tardi. Questo è particolarmente importante se la stagione dovesse prolungarsi oppure se una persona appartenente a una categoria a rischio non avesse ancora ricevuto il vaccino.
La ragione per cui è preferibile non aspettare è anche biologica: dopo la somministrazione servono generalmente circa 10-14 giorni perché la risposta immunitaria raggiunga un livello adeguato di protezione.
A chi è raccomandato il vaccino
Per la stagione 2026-2027 il vaccino antinfluenzale è indicato, in assenza di specifiche controindicazioni, a partire dai 6 mesi di età. La raccomandazione e l’offerta gratuita riguardano soprattutto le categorie considerate più vulnerabili alle complicanze dell’influenza.
Tra i principali destinatari rientrano le persone di età pari o superiore a 60 anni, i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, le donne in gravidanza, gli operatori sanitari e le persone di qualsiasi età che presentano condizioni o patologie che aumentano il rischio di complicanze.
Il rischio può essere maggiore, per esempio, in presenza di alcune malattie croniche, disturbi respiratori o cardiovascolari e condizioni che compromettono il sistema immunitario.
La vaccinazione è inoltre particolarmente importante per chi lavora a contatto con persone fragili, perché contribuisce a ridurre anche la possibilità di trasmettere l’infezione a soggetti più vulnerabili.
Perché il vaccino deve essere fatto ogni anno

Il vaccino antinfluenzale non è una protezione permanente. I virus influenzali cambiano continuamente e, proprio per questo, la composizione dei vaccini viene aggiornata periodicamente sulla base dei dati di sorveglianza internazionale.
Per la stagione 2026-2027 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti aggiornato la composizione dei vaccini destinati all’emisfero settentrionale, prendendo in considerazione i ceppi influenzali più rilevanti e le caratteristiche dei virus circolanti.
Questo spiega perché la vaccinazione deve essere ripetuta ogni stagione: non si tratta semplicemente di rinnovare una protezione precedente, ma di adeguare la risposta immunitaria ai virus che ci si aspetta possano circolare nei mesi successivi.
Perché conviene non rimandare
Rimandare la vaccinazione può significare trascorrere le prime settimane della stagione influenzale senza una protezione immunitaria sviluppata. Inoltre, l’inizio della circolazione dei virus non è perfettamente prevedibile e può variare da una stagione all’altra.
Il vaccino non impedisce necessariamente ogni infezione, ma rappresenta il modo più efficace per ridurre il rischio di influenza e soprattutto quello di sviluppare forme severe e complicanze. L’obiettivo è particolarmente importante per anziani, persone con patologie croniche, donne in gravidanza e altri soggetti fragili.
Per questo la strategia più utile consiste nel vaccinarsi durante l’autunno, senza aspettare che l’influenza abbia già iniziato a circolare in modo intenso.
Il vaccino protegge da tutti i virus respiratori?
No. È un equivoco piuttosto comune. Il vaccino antinfluenzale è progettato per proteggere dai virus dell’influenza inclusi nella composizione vaccinale e non dai numerosi altri virus respiratori che possono provocare raffreddore, tosse, febbre o sintomi simili.
Questo significa che anche una persona vaccinata può ammalarsi durante l’inverno, ma non necessariamente di influenza. Per limitare la diffusione delle infezioni respiratorie rimangono importanti anche altre misure, come lavare frequentemente le mani, arieggiare gli ambienti e coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce.
Cosa sapere prima della vaccinazione
La vaccinazione va valutata tenendo conto dell’età, delle condizioni di salute e di eventuali precedenti reazioni a vaccini o componenti del vaccino. In presenza di dubbi è opportuno confrontarsi con il medico o con il professionista sanitario che somministrerà il vaccino.
Per la stagione 2026-2027 AIFA ha comunque autorizzato nove vaccini antinfluenzali, con formulazioni differenti destinate a specifiche fasce di età e categorie di persone. La scelta del prodotto più appropriato dipende quindi dalle caratteristiche della persona e dalle indicazioni autorizzative.
Vaccinarsi in autunno, quindi, permette di arrivare alla stagione influenzale con il tempo necessario per sviluppare la risposta immunitaria. E anche se la vaccinazione viene effettuata più tardi, quando l’influenza è già presente, può continuare a essere utile: secondo le raccomandazioni ministeriali, non è necessario rinunciarvi soltanto perché la stagione è già iniziata.
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